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Paolo BecherucciAll’inizio di un nuovo anno si fa solitamente un consuntivo del precedente, si fanno i buoni propositi per l’anno che è iniziato, ma soprattutto spesso ci si chiede cosa riserverà l’anno che verrà.
Ciascuno rifletterà sul proprio percorso, qui mi viene da fare delle considerazioni più generali rispetto al mondo della Pediatria. E’ indubbio che negli ultimi anni il nostro lavoro sia cambiato profondamente; oramai sono oltre trenta anni che faccio il Pediatra di Famiglia e non riuscirei a lavorare come facevo all’inizio della professione; qualche ora di ambulatorio, tante domiciliari, molte malattie acute, le cronicità che erano appannaggio esclusivo dei centri ospedalieri, ma anche molto rispetto per il “Dottore”. Non c’erano internet e i social, quindi la scienza erano i libri ed eri tu che avevi studiato a definire le verità. Poteva sembrare un mondo facile ma in realtà ci prendevamo comunque un sacco di responsabilità, soprattutto spesso non avendo i supporti, anche strumentali (self help, attrezzature, collegamenti rapidi per avere le informazioni o contattare i Colleghi …), che oggi sono piuttosto diffusi. Ma se mandavi un bambino in ospedale lo tenevano, lo guardavano, facevano esami (a volte anche troppi) e quando lo rimandavano il problema era solitamente ben inquadrato. Però non tornerei indietro, anche se oggi bisogna essere molto più informati ed a un livello molto più approfondito, sia perché la medicina ha fatto passi da gigante, sia perché i genitori hanno un accesso più facile a tutte le informazioni. In fin dei conti ci divertiamo a fare i dottori veramente, non solamente dell’acuto banale, ma anche delle malattie serie! Il problema è avere talvolta gli strumenti per farlo: si ha un bel dire che il territorio deve farsi carico della maggior parte delle patologie, ma spesso i servizi di supporto (ne sia esempio per tutti la neuropsichiatria o la radiologia) non ci aiutano. Quindi ben venga seguire le

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Angela Pittari
di Angela Pittari

“I bambini di statura inferiore a 150 cm devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini adeguato al loro peso, di tipo omologato secondo le normative stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti". Così recita l’articolo 172 del Codice della Strada.
L’ attenzione sull’argomento “sicurezza in auto “oggi è ancora più alta, visto l’allarmante aumento del numero di bambini coinvolti in incidenti stradali mortali. Più della metà dei bambini non viaggia in sicurezza pur essendo sul seggiolino, o perche è montato erroneamente o perché le cinture di sicurezza non sono state allacciate in modo corretto, per non parlare dei bambini che viaggiano in braccio alla madre nel posto del passeggero, sia nei lunghi viaggi in autostrada che nei brevi tragitti in città!!!

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Teresa Cazzato

 

di Teresa Cazzato


L’allattamento al seno è la pratica più antica tramandata attraverso i secoli che ha permesso la sopravvivenza dell’uomo sulla terra. Purtroppo oggi le statistiche evidenziano una diversa prevalenza di allattamento al seno nelle nostre regioni italiane, come in varie nazioni con il conseguente mancato raggiungimento del Gold Standard che l’Organizzazione Mondiale della Sanità si prefigge di raggiungere entro il 2020. Questa differente prevalenza di allattamento è motivata dall’incremento di una scarsa cultura dell’allattamento come di una varia e discontinua formazione degli operatori sanitari a vari livelli. Spesso manca la consapevolezza dei benefici sia per il bambino che per la madre, a breve e a lungo termine.

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