L'ansia da clima nei giovani: un richiamo all'azione

Il cambiamento climatico rappresenta una grave minaccia per la salute umana. Gli studi emergenti stanno chiarendo gli effetti sulla salute fisica dei cambiamenti climatici, come l'aumento del tasso di malattie legate al calore e di malattie infettive e l'esacerbazione delle condizioni cardiopolmonari.

Tuttavia, le ricerche sugli effetti psicologici sono scarse, in particolare nei giovani (definiti dall'OMS come individui di età compresa tra i 10 e i 24 anni) che li vedrebbe poter essere colpiti in modo sproporzionato. La crisi climatica potrebbe inoltre determinare nuove condizioni psicologiche e peggiorare le malattie mentali esistenti tra i giovani che soffrono di ansia climatica.

I disastri naturali precipitati dai cambiamenti climatici, tra cui uragani, ondate di calore, incendi e inondazioni, possono portare a effetti psicologici diretti, come l'aumento dei tassi di depressione, ansia, stress post-traumatico e altri disturbi mentali. Al contrario gli effetti psicologici dei cambiamenti climatici non correlati a un evento climatico sono meno ben caratterizzati. Definiti come eco-ansia, angoscia climatica, ansia da cambiamento climatico o ansia da clima, questi termini descrivono l'ansia legata alla crisi climatica globale e alla minaccia di un disastro ambientale.

I sintomi associati all'ansia climatica includono attacchi di panico, insonnia e pensiero ossessivo.

I sentimenti di angoscia climatica possono anche aggravare altri fattori di stress quotidiani che influiscono negativamente sulla salute mentale complessiva, portando potenzialmente ad un aumento dei problemi legati allo stress, come i disturbi da uso di sostanze, i disturbi d'ansia e la depressione.

Con pochi dati disponibili, la prevalenza dell'ansia da clima non può essere quantificata, anche se vi sono indicazioni che i giovani ne siano influenzati negativamente.

Gli scioperi climatici globali guidati dai giovani, le cause legali federali che richiedono un'azione governativa per ridurre le emissioni di gas serra e il patrocinio di giovani attivisti del clima come Greta Thunberg e Isra Hirsi dimostrano che i giovani sono preoccupati per il loro futuro collettivo. Nel 2019, nel solo mese di marzo, si stima che circa 1,6 milioni di manifestanti in età scolare in 125 Paesi abbiano chiesto di agire per combattere il cambiamento climatico. Gli effetti diretti della crisi climatica sui giovani sono già evidenti: la concentrazione globale di anidride carbonica nell'atmosfera è la più alta degli ultimi 3 milioni di anni, il livello del mare è in continuo aumento e le temperature globali sono le più calde mai registrate. Per compensare, le emissioni di anidride carbonica nel corso della vita (o bilancio del carbonio) del giovane medio di oggi dovranno essere otto volte inferiori a quelle dei nonni per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C, come limite stabilito dal Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici nel 2018.

I giovani potrebbero avere più probabilità degli adulti di subire gli effetti negativi associati all'ansia climatica. Trovandosi infatti in un punto cruciale del loro sviluppo fisico e psicologico, e quindi soggetti a maggiore vulnerabilità agli effetti dello stress e dell'ansia quotidiana, potrebbero avere un  aumento del rischio di sviluppare depressione, ansia e disturbi da uso di sostanze. Inoltre, lo stress cronico durante la giovinezza può portare ad alterazioni permanenti della struttura cerebrale e all'insorgenza di psicopatologie nel corso della vita.

Sono stati fatti però pochi tentativi per indagare gli effetti a breve e a lungo termine dell'ansia climatica sulla salute mentale dei giovani. Pochi strumenti sono stati pubblicati nella ricerca peer-reviewed e, in modo preoccupante, ancora meno per misurare l'ansia climatica nei giovani

Misurare l'entità degli effetti dell'ansia climatica sulla salute mentale dei giovani, identificare quali gruppi sono più colpiti e collaborare con i giovani per sviluppare approcci per mitigare gli effetti sulla salute mentale sono una priorità urgente. Dovrebbero essere sviluppati e implementati strumenti validi e affidabili per misurare l'ansia da clima, e la standardizzazione sul campo promossa per consentire il confronto tra le popolazioni e all'interno delle stesse.

 

Tra gli studi sui giovani, molti non si concentrano specificamente sull'ansia climatica e i suoi effetti sulla salute mentale, ma studiano invece risultati alternativi come il rapporto tra preoccupazione per il clima e azioni ambientali.

Così, lo sviluppo delle scale dell'ansia climatica (come nella pubblicazione del 2020 di Clayton e Karazsia) e la convalida in diverse popolazioni giovanili potrebbe essere un primo passo per affrontare questo divario di conoscenza, seguito da studi prospettici nei giovani per migliorare la comprensione degli effetti a lungo termine sulla salute mentale.

I professionisti della salute mentale, i pediatri, e i responsabili politici hanno bisogno di prove solide per mitigare gli effetti dell'ansia da clima e dello stress sulla salute mentale dei giovani a breve e lungo termine. Non c'è mai stata una popolazione di giovani così numerosa a livello globale, né prevediamo un'inversione di tendenza degli impatti del cambiamento climatico. I giovani sono agenti di cambiamento, i nostri futuri leader, e hanno maggiori probabilità di riuscire a migliorare la salute del pianeta. Pertanto, fare investimenti per migliorare la loro salute mentale e il loro benessere fornirà dividendi ora e in futuro.

 

Pier Luigi Tucci

 

Climate anxiety in young people: a call to action

Judy Wu, et al.

Published:September 09, 2020DOI:https://doi.org/10.1016/S2542-5196(20)30223-0

Gaetan Bottaro

Gaetan Bottaro

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